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Dall’immersione ricreativa a quella tecnica – Dean Marshall PDF Stampa E-mail
Scritto da Traduzione di Fabrizio Tosoni   
Giovedì 23 Dicembre 2010 19:05
Dall’immersione ricreativa a quella tecnica – Dean Marshall

Vorrei iniziare questo saggio dando un’occhiata veloce a quello che è il nostro sport. Le immersioni ricreative esistono dagli anni ’50, il che vuol dire da quasi 60 anni. Abbiamo visto crescere l’industria subacquea di pari passo col numero di subacquei certificati, che arriva ad essere superiore al milione solo negli Stati Uniti. Insieme coi subacquei sono cresciute anche le fabbriche di attrezzatura sportiva, le destinazioni subacquee, e tutta una serie di business legati all’immersione in sicurezza. Durante i tardi anni ’80 e l’inizio dei ’90 il concetto di immersione subì il più grande cambiamento della sua storia. Questo ha coinciso con la nascita delle immersioni tecniche. Gruppi e individui singoli come il WKPP, Bill Deans, Dick Rutkoski e Bill Hamilton sono stati i più grandi responsabili di questo sviluppo e delle sue tecniche. Infatti, il nome “Immersioni tecniche” venne pubblicato per la prima volta dal giornale “Aqua Corps” pubblicato da Michael Menduno. Agli arbori persino le immersioni in nitrox erano considerate “magia nera”, la DEMA aveva proibito di pronunciare la parola “gas” nei primi anni ’90 durante i loro eventi. Tuttavia col passare degli anni l’addestramento e l’equipaggiamento diventeranno accessibili. Iniziarono controversie su quali tecniche fossero le migliori. Allo stesso tempo internet guadagnò popolarità. Grazie alla possibilità di comunicare velocemente e facilmente, le idee vennero scambiate e l’arte dell’immersione tecnica divenne un cardine base del nostro sport. Tenendo questo in mente, se aveste fatto un’immersione a 60 metri nell’oceano, la possibilità di trovare un altro subacqueo con la stessa configurazione sarebbe stato alquanto strano in quei tempi, ed è curioso pensare come invece oggi l’industria subacquea vada verso una configurazione delle attrezzature. E questo è davvero qualcosa di notevole considerando il breve lasso di tempo. Attraverso questo articolo, io voglio darvi la mia prospettiva nel portare un subacqueo ricreativo dentro questo mondo. Per farlo credo di dover prima delineare le due tipologie. L’immersione ricreativa è definita dalla maggior parte delle agenzie come l’immersione ad una profondità max di 40 metri, con una risalita diretta in superficie senza cambi gas. L’immersione tecnica è invece quella a più grandi profondità, con tempi di fondo più estesi, con l’utilizzo obbligatorio di stage decompressive o con cambi gas durante la risalita. Ho fatto una lista di punti che ciascun subacqueo tecnico dovrebbe porsi prima di iscriversi ad un qualsiasi corso tech:

- motivazioni
- costo
- esperienza
- istruttore
- zona di addestramento
- addestramento

Ora guarderemo attentamente a ciascuno di essi per far si che il subacqueo possa prendere una decisione più consapevole

– Motivazione. Personalmente reputo che la motivazione sia di gran lunga l’aspetto da prendere in considerazione una volta che si decida di abbandonare i limiti dell’immersione rec. Detto ciò non ho problemi ad ammettere che se potessi trovare relitti storicamente interessanti in 10 metri d’acqua non avrei mai sentito la necessità di andare più profondo. Sfortunatamente il meteo e le acque nel corso degli anni hanno trasformato questi relitti in un ammasso di legno, insieme alla mia necessità di imparare ad andare più in profondità e per tempi più lunghi. È stato solo questo il motivo, insieme all’abilità di poter essere in sicurezza in un ambiente per il quale non siamo adatti, e che ci porta a comprare materiale, corsi,… Non deve essere solo per il fatto delle tecniche, o per guadagnare il pezzo di plastica. Ognuno ha le sue ragioni, tuttavia ciò che è fondamentale in queste ragioni è che siano tue, e che abbiano un senso per te e per la tua famiglia. Parlando di famiglia, è folle non includerli in questa equazione poiché hanno tutti i diritti di sapere rischi e i benefici che questo porterà nelle loro vite. Gli aspiranti tech diver dovranno chiedersi sinceramente se abbiano effettuato un numero così importante di immersioni rec, da decidere di passare oltre. Uno dei pionieri del sistema DIR disse tanto tempo fa che devi aver paura di un subacqueo che non ami l’immersione sul reef. Penso che questo abbia un grande senso quando un subacqueo capisce che si immergerà a vedere vita marina su una scogliera, e che amerà quella sensazione di calma, pace e bellezza che si prova sott’acqua a discapito della profondità o del tempo. Io posso ritenermi fortunato a sufficienza da aver fatto diverse immersioni in 6 metri d’acqua, dove ho speso tranquillamente un’ora di tempo, per poter essere poi a casa e sotto la doccia in meno di 1 ora e mezza. Questo tipo di immersioni mi ricorda costantemente il privilegio dell’essere testimone del mondo sommerso in prima persona. Ciò che motiva un individuo è per la maggior parte dei casi un qualcosa di personale, ma le ramificazioni di queste motivazioni possono comportare cambiamenti importanti nella vita delle persone care che ci sono attorno.

– Costo. Questo sport è tutto fuorché economico. Ho personalmente smesso da tempo nel contare quanti soldi e tempo ho perso durante gli anni. Ho speso più di 5000 dollari solo per le immersioni dalla barca e considerando che non ho mai lasciato la mia nazione, è abbastanza terrificante. Ho deciso di non farne una questione di soldi. Se uno si focalizza sui costi, quello che potrebbe risultarne è la ricerca di un risparmio che potrebbe comprometterne la sicurezza finale. Fare la corretta scelta sul tipo di attrezzatura che ti condurrà nel tuo percorso come subacqueo farà in modo che i soldi vengano spesi nel modo più saggio. L’industria subacquea ha sfornato corsi negli ultimi 20 anni dove è richiesto un equipaggiamento minimo, per incentivare i subacquei ad iniziare ma allo stesso tempo facendone smettere diversi, poiché si sentivano inadeguati per quel che riguarda l’addestramento. Gli istruttori son stati spinti a vendere corsi a minor prezzo, per poter restare competitivi, e questo a portato a dei circoli viziosi e ad un maggior numero di classi poco qualificate. Il costo dell’istruzione dovrebbe essere un qualcosa di importante, in quanto dà ai subacquei rec il loro primo impulso e quello che poi li potrà spingere ad iniziare un corso tech. Se il primo corso tech sarà condotto da un istruttore qualificato sia in termini di abilità in acqua che di insegnamento, farà si che lo studente abbia il maggior numero di possibilità di continuare l’attività. Se l’istruttore guarderà solamente all’aspetto economico e si renderà conto che sta guadagnando troppo poco, che tipo di corso farà o quanto tempo passerà prima che smetta? Le attrezzature dovrebbero essere le migliori in qualità, con la miglior garanzia possibile. Questa è la parte più facile, in quanto i nuovi subacquei tecnici utilizzano tutti la stessa attrezzatura standard. L’unica differenza sarà data dall’ambiente e dal gas minimo richiesto. Dopo aver guardato ai costi dell’istruzione e all’attrezzatura, dobbiamo considerare i costi per le riparazioni, per le immersioni e per i gas. tutto questo insieme di cose va scelto sempre guardando al meglio, e anche la ricerca di elio di scarsa qualità non è una soluzione ottimale. Così come aspettare fino a che un erogatore inizi a perdere prima di farlo revisionare.

– Esperienza. Potrebbe sorprendere come gli skill necessari per un’immersione rec in sicurezza siano gli stessi di un’immersione tecnica. Assetto, trim e consapevolezza situazionale sono i segni che contraddistinguono un buon subacqueo tecnico. Tuttavia abbiamo bisogno di una maggior abilità nel gestire lo stress a più alti gradi, e l’essere capaci di pensare razionalmente sul come risolvere possibili problemi. Dopo essere stato testimone e istruttore di molti corsi tec negli ultimi 12 anni, direi che avere una postura stabile in acqua è il primo passo prima ancora di iniziare un percorso tech. Senza questa base i subacquei tendono a passare il tempo di deco in una specie di danza, che li vede spingere e pinneggiare intorno al loro buddy per tutto il tempo dell’immersione. Quando questo tipo di addestramento divenne finalmente disponibile in commercio, i subacquei che decidevano di seguirlo erano per lo più subacquei impegnati in immersioni profonde e lunghe. Erano tutti subacquei con grande esperienza, addestrati per effettuare quel tipo di immersioni nel modo più sicuro. Ho visto moltissimi di loro non avere i requisiti minimi per passare questo corso. Nonostante l ‘industria subacquea richieda un numero minimo di immersioni per accedere ai corsi, queste dovrebbero comprendere una tipologia quanto più ampia possibile. Una volta si diceva “l’esperienza è un qualcosa che non hai fino a che non ne hai bisogno”; tenendo questo in mente non esiste corso che possa darti l’esperienza. Il corso è soltanto una porta attraverso la quale tu potrai poi acquisire via via sempre maggiore esperienza in diversi tipi di condizione.

– Istruttore. La scelta dell’istruttore può essere scoraggiante all’inizio. Qui ci sono alcuni spunti da tenere a mente quando si effettua la scelta. Quanto tempo passa l’istruttore in acqua, facendo immersioni al suo livello di esperienza?Ogni quanto insegna?Hai la possibilità di parlare con altri studenti che abbiano fatto corsi con lui?L’istruttore continua a porsi in discussione? Da quanto tempo insegna e a quale livello?

– Luogo dell’addestramento. Durante gli ultimi anni ho cambiato opinione su questo argomento. Ero solito sostenere la teoria di addestrarsi dove ci si immerge. Ora invece suggerisco fortemente allo studente per prima cosa di guardare alla logistica. Con questo intendo che se stiamo per fare un Tech1 GUE e durante questi 5 giorni dobbiamo passare diverse ore guidando dal negozio al punto di immersione, e via di seguito, perdendo diverse ore dobbiamo considerare almeno due cose. Prima di tutto, questo insieme di cose toglie tempo al corso e secondo, affatica il subacqueo molto più velocemente. Sono finiti i tempi in cui un corso GUE durava 14/15 ore al giorno. Ora cerchiamo di avere corsi che si svolgano in modo pacifico, con un tempo massimo di 10/12 ore incluso il pranzo. Ora a tutto questo aggiungiamo due ore per il viaggio e un’altra ora per ricaricare le bombole, e tutto quello che otterrai sarà un subacqueo stanco che porterà lo studente a non essere recettivo e attento come dovrebbe.. La logistica è un punto cardinale, e un punto di cui parlare col tuo istruttore prima del corso. Se sei il tipo di persona che impiega secoli a preparare la propria attrezzatura è importante prenderne consapevolezza fin dall’inizio. Lo stesso per quanto concerne i conti e lo studio pre-corso. Arrivare al corso senza aver letto il materiale è la ricetta per un disastro annunciato. Nonostante queste non siano lezioni di matematica, c’è della matematica durante il corso. Se questa presenterà delle difficoltà, inizia prima e chiedi al tuo istruttore aiuto per tempo, anche prima del corso. In questo modo tu sarai più rilassato e capace di apprezzare il corso maggiormente.

- Addestramento. Possiamo guardare a diversi aspetti dell’addestramento, con alcuni esempi. Essere in forma ci aiuterà molto, dal fatto di avere una vita sana al fatto di saper reagire agli stress più grandi in modo appropriato. Iniziare il corso dopo aver viaggiato per mezzo mondo non è di certo la soluzione migliore. Concediti abbastanza tempo per ridurre la fatica. Se non hai avuto modo di immergerti coi tuoi compagni di immersione prima del corso, prenditi un giorno per conoscerli. Meglio organizzare un tuffo per lavorare assieme, controllare la pesata e ripassare assieme gli esercizi. Ho visto molti subacquei vogliosi di avere il pass tech che si sono addestrati lungamente e duramente prima del loro corso. Io raccomando a ciascun subacqueo che voglia fare dei corsi a curare i proprio lati deboli o le procedure errate, che sono state re-imparate durante i corsi. Raccomando ad ogni subacqueo che voglia proseguire nella sua carriera tech di concentrarsi su assetto, trim, safety drill, valve drill, utilizzo della torcia primaria e sulla consapevolezza situazionale. Se queste abilità sono assodate, aggiungere skill durante il corso sarà possibile. In caso contrario, ci troveremo di fronte a spiacevoli sorprese. Prenditi tempo per assimilare queste cose, e con questo intendo che anche dopo aver effettuato il tuo corso, prendi tempo per fare tuoi gli insegnamenti. Per quelli che hanno sentito parlare di Gennie Springs, sarete già familiari con un ambiente chiamato “la galleria”. Questo non è altro che i primi 100 metri del sistema. A mio modo di vedere questo è il punto più bello di tutto il sistema del Diavolo, nonostante la maggior parte dei subacquei non lo degni di grande importanza. Non ho dubbi che se questo punto fosse ad un chilometro e mezzo all’interno della grotta, sarebbe il punto più visitato della grotta. Ho passato tanto tempo in questa parte della grotta a guardare i subacquei andare su e giù per la grotta. Quello che sto cercando di dire è che non è necessario spingersi al limite del proprio brevetto per apprezzare l’immersione. Andare oltre troppo velocemente ti lascerà un vuoto nel tuo range di esperienza, che non si presenterà fino a che non sarai in profondità o troppo lontano dalla via di uscita. Ricordati di prendere tempo con questa nuova zona, e di immergerti gradualmente, perché tutto questo pagherà alla fine. Un po’ come quando finito un corso cave di base, non avrebbe senso prendere una serie di stage e uno scooter e andare lontano, o così come immergersi su un relitto lontano dalla costa fino a che non si sia raggiunto un buon grado di esperienza. Con il corretto approccio mentale e skill solidi, avrai tutta la vita per goderti la porzione più grande del continente marino del mondo!


Traduzione Brixio

© DIRezioneLAGO 2010